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REMBRANDT, RONDA DI NOTTE



Ronda di notte (De Nachtwacht), anche noto come Notte di veglia o La guardia civica in marcia, è un dipinto a olio su tela (359×438 cm) di Rembrandt realizzato nel 1642 e conservato nel Rijksmuseum di Amsterdam.

Considerato uno dei maggiori capolavori del pittore olandese, per via delle grandi dimensioni, della vivida esecuzione dei dettagli e dell'eccezionale uso della luce, il dipinto raffigura il capitano Frans Banning Cocq, insieme con il suo luogotenente Willem van Ruytenburgh, nel momento in cui impartisce l'ordine di iniziare la marcia, verso un non specificato luogo d'azione o di ritrovo.

Chiara opera d'occasione nella quale il pittore vi pone tutta la sua abilità tecnica di cui è dotato. Essa, abilità naturale a parte, gli viene dalla frequentazione dei pittori caravaggeschi di Utrecht.

Torniamo all'opera in queatione: Rembrant dimostra di essere padrone della forma pittorica. Questa padronanza lo favorisce ma in parte gli nuoce. Gli nuoce in quanto il carattere dei ritratti è sovrastato dalla calligrafia. Rembrant è cosciente delle sue capacità e le pone innanzi a tutto, volente o nolente.

La sua fama di grande ritrattista correva nell'Olanda di allora, sicuramente per la bravura fotografica e per un certo colpo d'occhio nei confronti dei particolari che meglio mettevano in risalto il soggetto. L'artista cavalcava la mano con immediatezza, sbalordendo il committente. Si parla di significative componenti intelletuali nelle sue opere, ma forse è un abbaglio dovuto alla grandiosità della riproduzione, alla sapienza scenografica, alla sontuosità fintamente discreta dell'insieme.

Rembrandt non ha un tentennamento: questa sicurezza lo porta ad una ostentazione tecnica, alla quale demanda l'intero compito espressivo; è la sua famosa calligrafia. Fra i primi in assoluto, Rembrandt elegge il puro fare umano a elemento determinante del quadro e non se ne compiace, lo ritiene naturale.

La società in cui vive, del resto, premia la virilità, intesa più fisicamente (con le dovute traduzioni moderne) che intellettualmente. L'artista evita l'imposizione plateale per una passione assoluta verso la pittura, quasimeravigliandosi delle soluzioni spettacolari che la stessa consente; si perde volentieri in queste soluzioni e non ha modo di rendersi conto della loro meccanicità che è fastosa, affascinante (un vero godimento degli occhi questo fasto, questo fascino).


Dario Lodi



 
 
 

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