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RACCONTI TERRESTRI E LUNARI

LE DUE VITE DI ARMANDO



Squillò il telefono.

“Chi parla?”

“Sono Armando”.

“Anch’io sono Armando”.

Chi rispose, precisò che lui era questo Armando, mentre chi aveva chiamato disse che lui era quell’Armando e che non intendeva parlare con una specie di se stesso. In effetti, avevano lo stesso tono di voce ed erano in possesso dello stesso cognome.

Un caso più unico che raro?

“Se non voleva parlare con un altro se stesso perché non mette giù?”.

Chiese l’importunato.

“Perché voglio vedere sin dove vuole arrivare con questa ostinazione di chiamarsi Armando. Io sono ottant’anni che porto questo nome”.

L’interpellato di anni ne aveva quaranta e si sentì in soggezione.

“Allora metto giù io”.

Disse timidamente.

“Ah no, adesso mi sta a sentire. È ancora lì?”.

“Sì”.

“Le devo dire. Le devo dire … ma non ne lo ricordo. Dio mio, non ricordo neanche perché ho chiamato. Lei mi è parente?”.

“Non credo”.

“Eppure. Perché non vuole essere mio parente? Sa io sono molto solo”.

“Ah, ho capito, lei è solo e si diverte a fare numeri a caso”.

“A caso mica tanto. Infatti oggi al primo colpo ho pescato lei e lei ha scoperto di essermi parente, dica la verità”.

“Abbiamo lo stesso nome, ma non le sono parente, glielo assicuro”.

“Non capisco perché lo neghi. Tutti vogliono fuggire da me. Nessuno ammette anche un minimo di parentela. Pazienza con i Giovanni e i Tommaso, ma con un Armando! Per giunta con lo stesso cognome. Magari figlio di Pietro e di Jolanda”.

L’altro rimase di stucco. Era veramente figlio di Pietro e di Jolanda.

“In effetti, ammise. Subito dopo aggiunse, nel suo pensiero:

“Stai a vedere che sto parlando con un me stesso vecchio”.

E l’altro pensò:

“Stai a vedere che sto parlando con me stesso giovane”.

Seguì un silenzio imbarazzato.

“A questo punto, sarebbe bene che uno mettesse giù”. Disse il quarantenne. Non aveva voglia di continuare quella conversazione da incubo.

“ho capito, rispose l’ottantenne, mi lasci al tuo destino”.

 E chiuse piccato e deluso.


Dario Lodi





 
 
 

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LOGOS è una pubblicazione di varia umanità. Contiene interventi originali su diversi argomenti. Scopo è aprire un dialogo fra lettori, il più possibile ampio e approfondito, nel rispetto dei valori civili e culturali che l'Umanità sa esprimere con sentimento e ragione.

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