RACCONTI TERRESTRI E LUNARI
- Logos by Acada-Arkys

- 6 gen
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IL PECCATO

Bussarono alla porta.
“Vai a vedere chi è”. Disse il marito cinquantenne alla moglie di pari età.
La moglie guardò attraverso l’occhio magico e contemporaneamente chiese chi fosse l’importuno. Non aspettavano nessuno, infatti.
Vide una ragazza che rispose di essere il peccato. Sembrava nuda. Voleva entrare.
“Entrare non se ne parla”, pensò la donna che aggiunse un se ne vada che avrebbe voluto essere risoluto.
Il marito non aveva capito, ma stava per approvare, quando fu attratto dalla curiosità della moglie che pareva incollata all’occhio magico. Allora si alzò, fece scansare la moglie e guardò a sua volta. Gli sembrava di vedere una ragazza nuda, giovane (sperava fosse maggiorenne) e si sentì pervadere da un senso di empatia che gli fece aprire immediatamente la porta.
“Che fai?”. Chiese la moglie risentita.
“Che faccio … non puoi lasciar fuori una ragazza nel pieno della notte, al freddo”.
“Ma caro, è estate”.
“Estate? Va beh, è un’estate fredda. Lo sanno tutti che la temperatura è diminuita, che il mondo va verso una nuova glaciazione”.
Il marito era un intellettuale e non si poteva contraddirlo. Pensava talmente tanto che non sentiva l’afa.
Il peccato entrò, ringraziò e si sedette su uno sgabello. Con lo sguardo prese tranquillamente a dominare i due.
La moglie corse a prendere qualcosa per coprire quello splendido corpo nudo di ragazza, ma quest’ultima declinò l’offerta. I suoi seni fendevano. E per quanto volesse essere l’emblema del peccato, accavallò le gambe, nascondendo il pube da sguardi sia discreti che indiscreti. Il marito era sì intellettuale, ma preferiva, delle donne, il lato B al lato A.
Non era tanto una questione di gusti, quanto un risultato analitico che legava l’uomo moderno all’uomo primitivo, quando la femmina camminava a quattro zampe, mettendo il lato B in bella mostra, affinché il maschio corresse da lei. Misteri della natura che non si potevano spiegare con le parole e neppure con i fatti. Se fossero stati svelati, sarebbe finito un bello della vita.
Il marito assunse un fare disinvolto e chiese:
“Perché hai bussato alla nostra porta?”.
“Ho bussato a tante porte, ma nessuno mi ha aperto. Avete tutti paura di starmi a sentire. Grazie del vostro coraggio o della vostra incoscienza. Come rappresentante del peccato sono molto preoccupata. Oggi si fa l’amore di sfuggita, non si ha tempo di peccare come Dio comanda”.
“E cioè?”.
“Non si affonda nel peccato, si rimane in superficie. Non si sa più cosa sia il piacere della carne, si conosce solo quello della pelle. Se mi vedete come vedete, nuda come un verme, è perché protesto contro tutto questo, protesto contro la mancanza di rispetto verso la femminilità, che non è nudità, ma vitalità alla ennesima potenza. Sono orgogliosa di ciò che sta nel mio corpo, la mia anima, il mio essere più che il mio apparire. Lei che è un intellettuale lo può capire”.
Il marito ebbe un attimo di smarrimento. Non sapeva dove guardare. Non si decideva se soffermarsi sul corpo o se fare uno sforzo superiore e cercare l’anima, che sapeva, tuttavia, esserci. Sì, ma cosa c’entrava con il peccato? Su, grande pensatore! Su, grande indagatore! Su, uomo a tutto tondo, essere umano per eccellenza! qui siamo di fronte a alla rivelazione delle rivelazioni: lei afferma di essere la rappresentante del peccato, ma forse vuole far capire che non c’è peccato se l’unione è fisica e spirituale. Già, ma è davvero possibile? Dio mio, quante scappatoie!
Dario Lodi





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