GLI OMONIMI DEL JAZZ
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quei musicisti che cavalcarono i palcoscenici del jazz avendo lo stresso cognome che è salito all’olimpo per alcuni e nell’oblio per altri.


I WILLIAMS
Clarence Williams- 8 ottobre 1893, Plaquemine, Lousiana-6 Novembre 1965, Queens
Oggi analizziamo un personaggio atipico del jazz, più che un musicista, anche se ha messo la firma su importanti brani che hanno fatto la storia del jazz tradizionale, un pigmalione e fondamentale personaggio per lo sviluppo e la divulgazione della musica jazz, ma partiamo per ordine.
Williams nacque in un sobborgo periferico di New Orleans denominato Plaquemine.
Da bambino, Williams iniziò la sua educazione musicale suonando il pianoforte, nell'hotel di suo padre (che suonava il contrabbasso) cantando e improvvisando spettacolini di danza nelle strade, un’usanza tipica dell’epoca. All'età di dodici anni, si unì a Billy Kersands, a quel tempo popolare artista minstrel, con lui, i Minstrel show ed altre orchestre, suonò in diversi locali di Storyville e visitò la lousiana e il Texas. In seguito, iniziò la carriera di pianista honky-tonk nei locali di New Orleans. Clarence aveva conoscenze musicali molto ampie, e padroneggiava perfettamente il repertorio di musica popolare. Le sue capacità di esecutore erano dignitose ma modeste. Williams non fu mai un grande strumentista, in compenso, sapeva esattamente quali erano i desideri del pubblico.Decise quindi di aprire un locale di musica e cabaret in società con Arman Piron, un suo amico, siamo nel 1913 ed è anche l’anno del suo primo successo come compositore “Brownskin, Who You For?” apre una casa discografica e pubblica: I wish you couldn’t shimmy like my sister Kate, Royal garden blues, Everybody loves my baby, I ain’t gonna give nobody none of my jelly roll, Skimme-sha-wabble.
Nel 1917 , insieme con Spencer Williams, compose il classico Royal Garden Blues.
A quel tempo la proprietà di quella musica che stava prendendo piede con quel suo swing fantastico che si chiamava jazz, era scritta sui biglietti da visita e più di uno ne reclamava la partenità. Williams è stato uno dei primi ad etichettare la propria musica come jazz. Sul suo biglietto da visita aveva scritto "The Originator of Jazz and Boogie Woogie". Nel 1920 fu uno dei primi musicisti di New Orleans a migrare a Chicago. Aprì un negozio di musica, che ebbe forte successo commerciale. Il 1921 fu l’anno che cambiò la sua vita, prima aprì una casa discografica propria, “The Clarence Williams Publishing Company inc” diretta da egli stesso poi sposò la cantante blues Eva Taylor, artista di buona levatura, ma soprattutto ebbe l’intuizione del potenziale commerciale della musica popolare suonata secondo il particolare ritmo sincopato di New Orleans (quello che poi si sarebbe chiamato jazz), che stava iniziando a diventare popolare e capì che il benessere economico permetteva l'emergere di un mercato di consumatori di razza nera interessati a una musica più energica e swingante, in una parola più "negra", di quella delle orchestre da ballo bianche. Quel benessere aveva un nome, si chiamava “disco”.
Da quel momento Williams iniziò a registrare un gran numero di dischi di cantanti blues negre. Le prime incisioni risalgono al 1920, con Mamie Smith e furono Crazy Blues e It's Right Here For You subito di grande successo,. Nel 1923, si spostò a New York, dove iniziò ad incidere negli studi Columbia sotto l'etichetta della Okeh, l'etichetta degli artisti blues e jazz e espressamente destinata al mercato "negro". Erano i cosiddetti "race records"con Bessie Smith, la grande cantante di blues, accompagnata dallo stesso Williams al piano e da altri strumentisti, alcuni destinati a diventare famosi. La prima registrazione fu Gulf Coast Blues, composta da Williams. Bessie Smith cantava con potenza e forza, ma Williams la accompagnava al piano con scarso swing. Fu ugualmente un successo a cui ne seguirono altri tra i quali, Squeeze me, Baby won’t you please come on. Dal 1923 al 1928, Williams fu il direttore artistico della Okeh Records, e da questa posizione privilegiata scoprì e promosse lo sviluppo di molti talenti che avrebbero fatto la storia del jazz. A quegli anni risalgono le incisioni migliori e più innovative. Williams fu il fautore dell’incontro fra i musicisti di New Orleans e quelli di New York, un’incontro fruttuoso dal punto di vista strettamente tecnico. Mentre i musicisti di New Orleans come King Oliver, Louis Armstrong e Sidney Bechet furono i primi che svilupparono una tecnica improvvisativa matura e uno stile ritmico elastico, leggero e sincopato, in una parola swing, i secondi provenienti da New York, come James P. Johnson, Fats Waller, Willie "The Lion" Smith, Don Redman, Coleman Hawkins erano rigidamente legati alla sincopazione del ragtime,l’incontro portò risultati sorprendenti.
Williams era in grado di organizzare almeno due sedute al mese per anni, e fino al 1937 produsse più di 300 registrazioni. Era al tempo stesso musicista/accompagnatore, arrangiatore e produttore, occupandosi della distribuzione e della pubblicità, un vero manager dei tempi nostri. Per le sue incisioni, Clarence Williams utilizzò il nome dei Clarence Williams' Blue Five. Con questo nome pubblicò non solo molti dischi di canto blues, ma anche le prime registrazioni solo strumentali di Sidney Bechet e Louis Armstrong, che si possono considerare i primi veri esempi di improvvisazione jazz compiuta. Al tempo di queste incisioni Armstrong era a New York come membro dell'orchestra di Fletcher Henderson. Altri musicisti impiegati nei Blue Five furono Coleman Hawkins e Bubber Miley, e le cantanti Sippie Wallace, Margaret Johnson, Virginia Liston e la moglie di Williams, Eva Taylor. Nel 1943 Williams vendette il suo intero catalogo alla Decca Records per 50.000 dollari e si ritirò dall'attività di produttore per aprire un negozio di merce usata nel quartiere di Queens a New York, dove visse sino alla sfortunata morte nel 1965, dopo essere stato investito da un taxi.
Fu uno dei predecessori della compra-vendita dei diritti d’autore, infatti il nome di Clarence Williams appare come compositore o co-compositore in numerose canzoni, anche se spesso (per ammissione dello stesso Williams) tali canzoni sono state scritte da altri autori. Le sue hits più famose furono "I Wish I Could Shimmy Like My Sister Kate", "Baby, Won't You Please Come Home", "Royal Garden Blues", "Tain't Nobody's Business If I Do".
Giovanni Sessa





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