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ASCOLTARE CON LA PROPRIA TESTA

Luciano Berio: Un ricordo al futuro, lezioni americane, Il Saggiatore, maggio 2025, pp.236, euro 24,00

Berio, come Italo Calvino, di cui era amico, ha contribuito a delineare le linee guida di un futuro non ancora percepito ma già presente nelle sue premesse.

Il titolo della raccolta di lezioni tenute ad Harvard allude alle traccie del passato negli sviluppi del futuro.

Verdi diceva: guardiamo all’antico e sarà un progresso.

La cultura musicale viene mostrata come una forma di pensiero in cui la capacità di invenzione può essere parificata all’audacia di una scoperta scientifica.

Il linguaggio musicale di Berio trae spesso origine da alcuni processi di scrittura definiti un tempo “utilitaristici” come la trascrizione. Per Bach tutta la musica è trascrizione di spunti, linguaggi e stimoli pre-esistenti.

La musica è in definitiva un linguaggio esistente già in natura, accolto dalla mente umana tramite l’ascolto.

L’arte di Berio ha trovato i suoi punti più alti in Sinfonia (1968) tramite l’accumulo di riferimenti che da Schubert arrivano a Mahler, Debussy e la “pop music”. Come nella metafora del blocco di marmo, coniata da Michelangelo, per Berio all’interno di ogni musica si aprono percorsi che portano verso altre soluzioni musicali e altri mondi.

Nel completamento di un frammento di Schubert, Berio ha indicato le virtualità non risolte:i punti morti della scrittura sono diventati i residui enigmatici di un passato risolvibile nel presente.

Il “vuoto di scrittura” ha un valore capitale nelle opere ultime di Berio: “l’anello che non tiene” di montaliana memoria, ossia il connubio di domande e risposte come nella musica di Dallapiccola, il silenzio prudenziale probabile soluzione già adombrata da Mahler.

Il completamento della Turandot di Puccini non cerca certezze definitive ma continue e possibili riflessioni su ulteriori modelli musicali.

Berio si comporta come un filosofo che fa della musica un campo di ragionamento e un territorio sempre in espansione da esplorare.

Nei passaggi generazionali non privilegia le cronologie ma ciò che simpatizza nei vari linguaggi: ciò che unisce passato e futuro, la volontà inesausta di cercare e trovare.

Nel transito di millennio che stiamo vivendo, Berio, Calvino e Umberto Eco sono state delle sentinelle attente ad indicarci i punti cardinali su cui dovremo confrontarci.

Ascoltare e ascoltarsi è il punto fondamentale su cui la mente umana potrà ancora individuare l’etica di nuovi orizzonti .


Sergio Mora



 
 
 

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LOGOS è una pubblicazione di varia umanità. Contiene interventi originali su diversi argomenti. Scopo è aprire un dialogo fra lettori, il più possibile ampio e approfondito, nel rispetto dei valori civili e culturali che l'Umanità sa esprimere con sentimento e ragione.

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